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Ambiente

Ambiente: a 4 anni da Vaia la Piana della Marcesina rifiorisce con 9.000 alberi

Una struttura diversa delle foreste può migliorare la biodiversità e rispondere meglio ai cambiamenti climatici

8 Novembre 2022
La Piana della Marcesina, in provincia di Vicenza, è stata una delle aree colpite più duramente dalla tempesta Vaia, che ne ha distrutto quasi completamente le superfici forestali. Ora, a quattro anni dal devastante fenomeno atmosferico, diventa il luogo dove avviare una riflessione sulla possibilità di favorire una diversa struttura delle foreste, migliorare la biodiversità e rispondere agli effetti dei cambiamenti climatici. Si è tenuta infatti oggi a Enego la manifestazione ‘Marcesina, la rinascita di una Piana‘, che celebra il primo intervento di impianto e ricostruzione di 6,5 ettari di bosco con la messa a dimora di 9.000 alberi e il recupero dei pascoli.
L’intervento in questione, organizzato da Legambiente, Fitt, Coldiretti Vicenza e Comune di Enego, con il supporto della Regione Veneto e di Veneto Agricoltura, è stato possibile grazie alla raccolta fondi promossa da Legambiente con Intesa Sanpaolo, e ha previsto il ripristino dei sistemi a pascolo, che rivestono una funzione importantissima sia da un punto di vista paesaggistico, caratterizzando in modo identitario l’area, sia da un punto di vista naturalistico, favorendo lo sviluppo di habitat per numerosissime specie.
La piantumazione è stata poi effettuata con precise modalità d’impianto e una attenta scelta delle specie: un approccio innovativo, nel rispetto delle dinamiche naturali, allo scopo di indirizzare l’evoluzione del futuro soprassuolo verso l’aumento della biodiversità e la formazione di un ripopolamento più resistente e resiliente ai disturbi naturali e ai cambiamenti climatici. “Le nostre foreste, oltre ad essere una straordinaria ricchezza ambientale e naturalistica, sono preziosi alleati per contrastare la crisi climatica in corso. In quest’ottica l’intervento di ripristino dei boschi post Vaia non può che tenere conto di una gestione forestale sostenibile e responsabile che garantisce la conservazione della biodiversità e l’erogazione dei servizi ecosistemici per mantenere a lungo il valore ambientale, economico, sociale e culturale delle foreste: condizioni fondamentali per ridurre le emissioni di gas serra e rendere gli ecosistemi più resilienti e capaci di proteggersi da soli”, afferma Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente.
“Contribuire alla rinascita di questi boschi è un modo per trasformare il nostro impegno per l’ambiente, e per la vita che vi risiede, in un dono concreto e a beneficio della collettività”, aggiunge Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino Alto Adige Intesa Sanpaolo.
 “Tutelare la montagna significa salvaguardare non soltanto le produzioni, ma anche un indotto fatto di turismo ed enogastronomia, che ha un valore cospicuo. Per questo riteniamo indispensabile da un lato incentivare l’agricoltura e gli allevamenti, comprese le malghe, nelle aree più complesse, tra cui quella montana, ed attuare un piano di interventi improcrastinabili finalizzati a contrastare il consumo indiscriminato di suolo”, conclude il presidente di Coldiretti Vicenza Martino Cerantola.
“Il progetto condiviso da Legambiente, Comune di Enego e Coldiretti fa ben sperare quanto a concreta ed efficace gestione del bosco in Veneto”, interviene la consigliera regionale Cristina Guarda (Europa Verde), secondo cui la Regione Veneto dovrebbe “garantire pari impegno ed entusiasmo anche nella gestione dei boschi e nel contrasto alle infezioni boschive causate dal Bostrico”, mentre al momento “il personale è ridotto all’osso, manca una visione politica di gestione delle aree boschive e di conseguenti e adeguati investimenti”.  “In realtà –  precisa l’esponente di Europa Verde – “il Veneto ha dei piani tecnicamente ben delineati per gestire l’emergenza bostrico. Manca però l’impegno pratico a non lasciare da soli i Comuni e i soggetti privati nella fase di applicazione”. Quindi, conclude Guarda, “chiediamo che la Regione non partecipi solo ad eventi che promuovono buone pratiche, ma li realizzi in primis, costruendo progetti e formando personale per intercettare le aree di nuova espansione del bostrico ed intervenire immediatamente per circoscriverlo e salvare il bosco colpito”.
L’intervento di rimboschimento di Marcesina, in provincia di Vicenza, rientra tra le attività che la Regione del Veneto svolge per assicurare la conservazione e il risanamento dell’ambiente, promuovendo la difesa idrogeologica del territorio, la conservazione del suolo e dell’ambiente naturale, la valorizzazione del patrimonio silvo-pastorale, la produzione legnosa, la tutela del paesaggio, il recupero alla fertilità dei suoli depauperati e degradati, sostiene invece l’assessorato all’Ambiente e alla Difesa del suolo del Veneto.
“Si tratta di un progetto regionale di ampio respiro, che nasce da una delibera di giunta, a cui fanno seguito interventi di natura mista pubblico/privata, che si aggiungono alle centinaia di interventi posti in essere in questi anni dai nostri servizi forestali e dalle nostre maestranze di Veneto Agricoltura e di Arpav”, afferma l’assessore Gianpaolo Bottacin, ricordando che la delibera in questione prevede uno schema di convenzione tra Regione Veneto con le sue strutture operative ed i soggetti privati finanziatori degli interventi di rimboschimento, con la Regione che progetta e coordina l’iniziativa, fornisce gratuitamente il materiale forestale di propagazione e altresì una valutazione ambientale dell’iniziativa, mentre i soggetti privati finanziatori provvedono alla realizzazione del rimboschimento.
Fonte:  Agenzia Dire
(ph. Shutterstock)

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