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Scienza e farmaci

Alimenti: troppi antibiotici in carne e pesce. Bassetti: «Occhio a import»

L'infettivologo: «Uso spropositato rischia di aggravare emergenza super batteri resistenti ai farmaci»

23 Novembre 2022

Un «uso spropositato» di antibiotici negli allevamenti, e quindi nella carne e nel pesce che finiscono nei nostri piatti, rischia di aggravare l’emergenza dei super batteri resistenti ai farmaci e la minaccia che i superbug rappresentano per la salute umana. Perché «anche se in Italia si sta facendo uno sforzo enorme per usare bene gli antibiotici, se poi proviene dall’estero il 70% della carne consumata nel nostro Paese per quanto riguarda ovini e caprini, il 40-50% per i bovini e il 35-40% per i suini, evidentemente il problema rimane e va affrontato a livello globale». Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, in occasione della Settimana mondiale contro l’antimicrobico-resistenza e alla luce delle polemiche scoppiate negli Usa dove diverse catene sono sotto accusa per l’impiego eccessivo di antibiotici da parte degli allevatori dai quali si riforniscono.

 

Occhio all’import, è il messaggio dell’infettivologo. Perché «noi possiamo anche avere la legislazione migliore del mondo, ma se poi la carne la importiamo da Paesi extraeuropei, o anche europei che magari seguono o meno le regole che ci imponiamo in casa, è naturale che il problema resta e rischia pure di peggiorare». Il monito di Bassetti non riguarda soltanto la carne.

«Non parliamo della “fattoria” dei pesci  ̶  incalza  ̶ . In una certa industria ittica c’è un uso mostruoso di antibiotici, assolutamente poco controllato. Per il salmone o anche in altri allevamenti l’utilizzo è impressionante, quasi 10 volte maggiore di quello che si osserva ad esempio per i maiali. Anche per far crescere i gamberi si usano quantità enormi di antibiotici, quindi dobbiamo fare molta attenzione a quello che importiamo dall’India e da tutto il Sudest asiatico. E globalmente  ̶  ripete l’esperto  ̶  è necessario lavorare nella stessa direzione».

 

(ph: Shutterstock)

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