Il 1° ottobre si celebra la Giornata internazionale delle persone anziane, ricorrenza promossa dalle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sul ruolo delle persone anziane nella società e sulle sfide legate all’invecchiamento della popolazione.
Un tema particolarmente significativo per l’Italia, tra i Paesi più longevi al mondo. Nel 2025, secondo i dati richiamati dal Ministero della Salute, le persone con più di 65 anni hanno superato i 14 milioni e mezzo, rappresentando circa il 24,7% della popolazione complessiva.
L’allungamento dell’aspettativa di vita costituisce uno dei grandi risultati raggiunti sul piano sanitario e sociale, ma porta con sé nuove esigenze. L’aumento della popolazione anziana comporta infatti una crescita delle persone non autosufficienti e pone nuove sfide al sistema sanitario, al welfare e all’organizzazione dei servizi socio-assistenziali.
Invecchiare in salute: la prevenzione comincia prima della terza età
Parlare di salute degli anziani non significa però concentrarsi esclusivamente sulla cura delle patologie. Sempre maggiore attenzione viene riservata al concetto di invecchiamento attivo, inteso come un percorso che consenta di mantenere il più a lungo possibile autonomia, benessere fisico e psichico e partecipazione alla vita sociale.
La prevenzione assume quindi un ruolo centrale e riguarda l’intero arco della vita.
Tra gli strumenti più importanti c’è l’attività fisica regolare, naturalmente adeguata all’età e alle condizioni individuali. Mantenersi attivi contribuisce a preservare la funzionalità muscolare e cardiorespiratoria e può concorrere a ridurre il rischio di numerose malattie croniche non trasmissibili, oltre ad avere effetti positivi sul benessere psicologico e cognitivo.
Accanto al movimento assumono un ruolo fondamentale una corretta alimentazione, l’adesione ai programmi di prevenzione e screening indicati per la propria fascia d’età e il mantenimento delle relazioni sociali.
Solitudine e fragilità, due aspetti da non sottovalutare
L’invecchiamento non è tuttavia una condizione uniforme. Accanto a persone anziane autonome, attive e pienamente inserite nella comunità, esistono situazioni caratterizzate da fragilità, disabilità, patologie croniche e isolamento sociale.
Proprio la dimensione sociale rappresenta uno degli elementi da considerare quando si parla di salute nella terza età. Vivere soli o avere una rete di relazioni limitata può infatti incidere sulla qualità della vita e rendere più complessa la gestione delle condizioni di fragilità.
I dati del sistema di sorveglianza PASSI d’Argento, richiamati dal Ministero della Salute, hanno negli anni evidenziato come le condizioni economiche, il livello di istruzione, la presenza di patologie croniche e la qualità delle relazioni sociali siano strettamente legati al benessere percepito dalle persone anziane.
Promuovere l’invecchiamento in salute significa quindi intervenire contemporaneamente su più fronti: prevenzione sanitaria, autonomia, sicurezza degli ambienti di vita, accessibilità dei servizi e possibilità di mantenere una vita sociale attiva.
Gli anziani come risorsa per la comunità
La Giornata del 1° ottobre offre anche l’occasione per superare una rappresentazione della terza età esclusivamente legata alla fragilità e al bisogno di assistenza.
Le persone anziane costituiscono infatti una componente fondamentale della società e continuano spesso a svolgere un ruolo attivo nella vita familiare e nella comunità, dalla cura dei familiari alle attività associative e di volontariato.
È su questa prospettiva che insiste anche la recente campagna del Ministero della Salute “Non è mai troppo tardi per invecchiare in salute”, dedicata alla promozione dell’invecchiamento attivo. Il messaggio è quello di considerare la longevità non soltanto come una sfida sanitaria e assistenziale, ma come un’opportunità da accompagnare attraverso prevenzione, corretti stili di vita e partecipazione sociale.
Perché vivere più a lungo rappresenta un importante traguardo. La sfida, oggi, è fare in modo che agli anni guadagnati corrispondano, per quanto possibile, salute, autonomia e qualità della vita.
(ph: Shutterstock)




